Riteniamo che nella progettazione per un certo tipo di produzione in
una fabbrica non sia possibile che spese così deduttive e oneri
sanitari possano sfuggire: non essendo, oltre tutto, spese voluttuarie
ma condizione "sine qua non" per realizzare l'attività.
Non può darsi il caso della mancanza di informazione per materiale
che è supporto di un progetto con intervento del parastato e marchio
a risonanza industriale internazionale.
Una preliminare riunione fissò i termini del progetto con cenni
generici di fasi: questi erano di tipo tecnico e descrittivo dei meccanismi
automatici atti ad impedire eventi di possibili gravi traumi.
Il responsabile dei provvedimenti meccanici automatici era indiscutibilmente
preparato e lo dimostrava in ogni sua logica critica che era rivolta a
prevenire incongruenti chiacchiere di incompetenti.
La relazione descriveva per sommi capi le fasi di produzione e le sostanze
globalmente da usarsi.
Io ricercavo i particolari e attendevo le necessarie precisazioni.
L'utilizzo e l'applicazione del sistema per pilotare in modo conveniente
il totale delle analisi e la loro riduzione numerica prese definitiva attuazione
quando l'elenco effettivo degli assunti pervenne al numero massimo ed io
procedevo all'incremento dei provvedimenti sanitari.
Intanto anche nell'ultimo capannone macchinari e ampi fossati di cemento
sudavano veleni diversi a disperdersi nell'ambiente.
Acquisendo nuovi dati, sempre dopo faticosi episodi di richieste, anche
le prove biologiche di laboratorio subivano un incremento.
Nell'elenco dei dipendenti, aumentava il numero delle mansioni
non corrispondenti (a favore di quelle generiche e di minor rischio), dove
il materiale usato è supporto primo di un progetto nel quale intervengono
Enti parastatali e il marchio di fabbrica allineato ad industrie internazionali.
Il risparmio operò anche quando, da parte mia, vi fu la richiesta
di rivalutazione del contratto le cui condizioni mi avrebbero legittimato
ad interrompere la "collaborazione".
Preminenti erano, però, le responsabilità che sentivo
di avere.
Osservai che, in un anno, il numero dei risultanti in elenco era calato
del 70%, con ulteriore deflessione nell'anno successivo.
Sorse, per lo schedario, una discussione con un incaricato. Cercai
di correggerlo nelle sue pretese e nel diritto di sindacare problemi sanitari
non spettantigli per l'inaccessibilità al segreto professionale
conseguente.
Mi era stata data assicurazione che le serrature di chiusura
degli ambienti sanitari erano sufficienti, ma delle chiavi non risultò
traccia.
Tra i vani c'era una saletta riservata per il pasto di alcuni privilegiati
tra loro.
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