Vincenzo Luciano Di Puma
La fabbrica e i diritti umani dei lavoratori

Capitolo 4°

Commissioni mediche dovrebbero operare, con i legislatori, per ottenere la non punibilità del medico quando l'omissione abbia di queste motivazioni.
E' scontato che il medico operando, senza adeguati poteri, si trovi, prima o poi, esentato dall'operare ulteriormente in azienda.
Lo si dovrebbe tutelare nell'esercizio della sua attività in fabbrica, svincolandolo dal consueto fattore di ricatto, e dalle condotte risolutive indegne di operatori aziendali.
Si dovrebbero impedire e punire violenze morali per le quali non c'è alcuna riparazione. La produzione avveniva in capannone intermedio a quello di preparazione del materiale di imballaggio e quello di magazzinaggio del materiale grezzo o di quello in attesa di consegna.
Erano applicati principi termici (che avevano creato problemi per la tutela della salute del lavoratore) e l'uso di materiale necessario all'applicazione di conduttori a microvoltaggio su una base adesiva  del prodotto con la forma richiesta.
Vi erano, oltre la preparazione, aree di controlli e di rimaneggiamento di  prodotti di scarto.
Per una delle fasi della lavorazione occorrevano informazioni tecniche sul materiale usato al quale si esponeva l'operaio: non si conobbero mai tutti i componenti neanche dopo quattordici anni di richieste.
Di fronte a ciò cercai di provvedere con la ricerca mirata nell'organismo del lavoratore di sostanze "spia" di una particolare esposizione.
Alcuni dell'azienda si contrariarono.
In questo modo intesi minimizzare il rischio specifico e gli effetti contro i quali provvedere con la certificazione di inidoneità alla mansione e il trasferimento ad altra generica.
Non potevo distogliere operai dalla mansione di lavoro, nè precipitare l'azienda in un panico "legittimato" da provvedimenti che ritenessi dover attuare: queste le ragioni addotte ad ostacolo dell'attività del sanitario.
Un giorno si diede inizio allo sgombero del capannone usato per l'imballaggio e dove venivano i carri ferroviari per la spedizione del prodotto finito.
Si provvedeva all'allestimento di ciò che occorreva per una lavorazione progettata per il capannone intermedio a quello di magazzinaggio del materiale grezzo.
Cominciarono a disporsi aree usufruibili secondo un disegno che anticipava l'uso di macchinari nuovi.
Vi fu un ampliamento del primo con strutture prefabbricate e nuovo disegno di luci e numero di porte, mentre l'area intermedia di terreno erboso veniva strutturata nella pavimentazione in cemento, ampio vano di accesso in lamiera, e allestimento di vani di uffici che si articolavano con quelli già esistenti sul fronte di un piazzale e una vasta aiuola con pianta al centro.
Era stato fatto qualche cenno di automatismo con robot e di disposizione dei macchinari, nomi generici di prodotti, ma non si fece alcun altro cenno di rischi specifici (oltre a quelli meccanici).


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