Commissioni mediche dovrebbero operare, con i legislatori, per ottenere
la non punibilità del medico quando l'omissione abbia di queste
motivazioni.
E' scontato che il medico operando, senza adeguati poteri, si trovi,
prima o poi, esentato dall'operare ulteriormente in azienda.
Lo si dovrebbe tutelare nell'esercizio della sua attività in
fabbrica, svincolandolo dal consueto fattore di ricatto, e dalle condotte
risolutive indegne di operatori aziendali.
Si dovrebbero impedire e punire violenze morali per le quali non c'è
alcuna riparazione. La produzione avveniva in capannone intermedio a quello
di preparazione del materiale di imballaggio e quello di magazzinaggio
del materiale grezzo o di quello in attesa di consegna.
Erano applicati principi termici (che avevano creato problemi per la
tutela della salute del lavoratore) e l'uso di materiale necessario all'applicazione
di conduttori a microvoltaggio su una base adesiva del prodotto con
la forma richiesta.
Vi erano, oltre la preparazione, aree di controlli e di rimaneggiamento
di prodotti di scarto.
Per una delle fasi della lavorazione occorrevano informazioni tecniche
sul materiale usato al quale si esponeva l'operaio: non si conobbero mai
tutti i componenti neanche dopo quattordici anni di richieste.
Di fronte a ciò cercai di provvedere con la ricerca mirata nell'organismo
del lavoratore di sostanze "spia" di una particolare esposizione.
Alcuni dell'azienda si contrariarono.
In questo modo intesi minimizzare il rischio specifico e gli effetti
contro i quali provvedere con la certificazione di inidoneità alla
mansione e il trasferimento ad altra generica.
Non potevo distogliere operai dalla mansione di lavoro, nè precipitare
l'azienda in un panico "legittimato" da provvedimenti che ritenessi dover
attuare: queste le ragioni addotte ad ostacolo dell'attività del
sanitario.
Un giorno si diede inizio allo sgombero del capannone usato per l'imballaggio
e dove venivano i carri ferroviari per la spedizione del prodotto finito.
Si provvedeva all'allestimento di ciò che occorreva per una
lavorazione progettata per il capannone intermedio a quello di magazzinaggio
del materiale grezzo.
Cominciarono a disporsi aree usufruibili secondo un disegno che anticipava
l'uso di macchinari nuovi.
Vi fu un ampliamento del primo con strutture prefabbricate e nuovo
disegno di luci e numero di porte, mentre l'area intermedia di terreno
erboso veniva strutturata nella pavimentazione in cemento, ampio vano di
accesso in lamiera, e allestimento di vani di uffici che si articolavano
con quelli già esistenti sul fronte di un piazzale e una vasta aiuola
con pianta al centro.
Era stato fatto qualche cenno di automatismo con robot e di disposizione
dei macchinari, nomi generici di prodotti, ma non si fece alcun altro cenno
di rischi specifici (oltre a quelli meccanici).
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