Vincenzo Luciano Di Puma
La fabbrica e i diritti umani dei lavoratori

Capitolo 14°

Quali danni organici e quanti possono aver riportato?
Chi gestiva apparenti anelli occlusivi, e per difendere che cosa, e quali erano anche gli interessi eventuali e di chi?
La realtà dimostrava l'esistenza di celle separate nei tabù che racchiudevano, come nella circostanza della reciproca intesa di negazione dell'evidenza dei fatti da parte di due addetti al sistema interno di fabbrica, nell'autunno precedente l'allontanamento della mia persona.
Intanto l'addetto all'infermeria aveva improvvise ispirazioni informative ad impronta paternalistica nei confronti di un ingenuo come sembrava apparissi.
C'erano sostanze tossiche sospette e cancerogene che si tradivano nella loro presenza o azione nel corpo umano: potevano scivolare in umori che percorrono il nostro corpo, o prendersi a braccetto con i costituenti gassosi della nostra respirazione, o fare colpi di mano in presidi di difesa nel nostro sistema digerente o di ingestione, o distornare acidi e basi organiche nel fegato, commistionarsi nella circolazione "bianca" (linfatica), pervenire a disaccordi metabolici nel nostro sistema produttivo di elementi del sangue, o sollecitare le cellule ad anarchie subdole o pervertire funzioni nel nostro sistema nervoso periferico e centrale, o nel sistema difensivo del nostro corpo, contro ogni sostanza esterna vivente organica e chimica.
C'erano anche sintomi a carico dell'apparato genitale che, nei maschi era una difficoltà o assenza dell'erezione; nelle donne diminuzione della libido e alterazioni mestruali per ritmo, quantità e durata.
Il primo problema era quello della dispersione delle sostanze nell'ambiente: fu dimostrata per alcune di queste, ma restavano ancora molti componenti tossici.
Non potevo ignorare che dovevo tenere conto di diammine non precisate, sostanze alifatiche, etilbenzene in miscela con altri componenti (contro un successivo stupore sarcastico del responsabile di medicina del lavoro di un ente sanitario pubblico) di questo "killer" delle cellule del sangue umano, che provoca la leucemia.
C'era la presenza di diluenti e solventi nella vaga definizione generica di "vari" (come era scritto nelle schede informative della ditta produttrice), sostanze poliaddizionali amminiche pericolose per la salute del lavoratore (scoperte e riconosciute, successivamente, nelle orine di operai evidentemente esposti).
Sostanze addirittura ad effetto sul sistema nervoso centrale dalla patologia e sintomi vaghi (incertezza applicativa, astenia, svogliatezza, meno vivacità e spontaneità nel discorrere e nel pronunciare le parole, o nella coordinazione dei movimenti o turbe dell'umore sino ad uno stato depressivo), come ebbi a rilevare.
Contai, nel tempo, numerose e svariate patologie.
Applicai i "costosi" protocolli, ma è bene chiarire questo punto sul quale gli "interessati" si fanno forti.
Colpevolizzare ed accusare eventualmente il medico competente in fabbrica di condotta impropria ed irresponsabile non può continuare sulla strada della permissività.
Via via le manifestazioni cliniche erano una realtà progressiva, della quale non intendevo sottovalutare l'importanza.


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