Light fu destato da un fastidioso formicolio. Si portò l'altra mano alla fronte, giusto il tempo di comprendere dove fosse e poi si voltò. Capì che il braccio gli si era addormentato perché Ryuzaki vi dormiva sopra. Provò a spostarlo senza svegliarlo ma l’altro a quei movimenti mugugnò. Sentendolo cercò di fare più piano ma il ragazzo non accennava a volersi spostare, così che non ebbe altra scelta che destarlo. Ryuzaki sentì in modo soffuso qualcuno chiamare il suo nome finché, pian piano, non capì a chi apparteneva quella voce ed aprì gli occhi.
"Che ore sono? E’ già ora di andare? Fammi dormire altri due minuti…" gli disse assonnato.
Light a quelle parole sorrise.
"No sono solo le cinque, non preoccuparti. E’ che mi sei sul braccio e mi fa tremendamente male. Volevo scansarti senza che ti svegliassi ma non c’è stato verso di spostarti…".
"Mhhh...mi dispiace" gli rispose e delicatamente si scostò chinando il capo sul cuscino.
“Non preoccuparti…piuttosto, vuoi dormire ancora oppure preferisci fare colazione?" gli domandò massaggiandosi il braccio ancora dolente.
"Facciamo colazione…solo che non mi và di mangiarla in cucina, portala qui…la faremo a letto" rispose.
“Ok… Ma non abituartici " replicò sorridendo maliziosamente. Poi si alzò, si infilò i boxer e si diresse in cucina dove aprì il frigo per estrarre la torta al cioccolato comprata il giorno prima. Ne tagliò due fette badando a fare più grande quella di Ryuzaki e le mise in dei piattini da dolce che successivamente poggiò su un vassoio. Poi prese due cucchiaini che sistemò lì affianco. Riempì due bicchieri di latte, prese il tutto e si diresse verso la camera. Una volta entrato, vide il partner che si era adagiato con le spalle allo schienale del letto e lo guardava dolcemente.
"Grazie" rispose quando egli pose il vassoio sul lenzuolo e gli passò il piattino con la torta. Poi mentre Light prendeva la sua porzione gli diede un bacio e disse:
"Cosa c’é di male nel viziarmi? In fondo non lo stai già facendo?" e detto questo, tutto felice, prese a mangiare.
“Già" ammiccò l’altro posando a sua volta il piatto sul letto. Dopo di che riprese il vassoio e lo appoggiò sul suo comodino. Si infilò nuovamente sotto le coperte, si voltò verso il ragazzo che stava mangiando e, poggiandosi su un fianco, restò a fissarlo.
"Perchè continui a guardarmi? Sbrigati a mangiare la tua parte prima che diventi calda" disse con la faccia sporca.
“Non preoccuparti" e nel dirlo gli si avvicinò per leccargli via un pezzo di cioccolato dalla guancia.
Ryuzaki arrossì e, facendo finta di nulla, continuò a mangiare. Non appena ebbe finito anche lui si mise a fissare Light che, infilato il cucchiaino nella fetta, si sentì il suo sguardo addosso. Si girò e vide il ragazzo guardarlo con due occhioni lucidi.
"Non posso crederci…hai gia finito il tuo pezzo…?" domandò.
"Si…" rispose quasi con le lacrime agli occhi. Sperava di averne un po’ della sua.
Il compagno sospirò…
"E va bene ho capito…" e così porse il suo piatto verso Ryuzaki che allungò la mano per prenderlo. A quel gesto a Light si illuminarono gli occhi. Ritrasse velocemente il piattino verso di sé, afferrò il cucchiaino e, dopo aver preso un pezzo di torta, glielo portò alla bocca.
“Dì “ahhhhh”!" disse sorridendo.
"Cosa stai facendo?" domandò l’altro allibito dal suo atteggiamento.
“Mi diverto è ovvio".
Udendo tali parole si arrabbiò ed urlò:
"Non voglio!".
"Come desideri…" rispose portandosi il cucchiaio alla bocca.
Ryuzaki si irritò ulteriormente, tuttavia non riusciva a smettere di guardare quel delizioso dolce… Era il suo preferito e non aveva assolutamente voglia di alzarsi ed andare in cucina per prendersene dell’altro. La golosità, purtroppo, era il suo punto debole. Rassegnato si voltò spostandosi con tutto il corpo verso l’amante, gli si avvicinò e fece:
"Ahhhhh".
Sul volto compiaciuto di Light comparve un sorriso beffardo che fece arrossire ancora di più Ryuzaki.
"Così va meglio" e detto ciò infilò il cucchiaino nella sua bocca, poi lo estrasse per prenderne un altro pezzo e così fino all'ultimo che però fece ricadere sul suo petto.
Il ragazzo si guardò intorno per cercare qualcosa con cui pulirsi.
"Non ce ne è bisogno" disse Light e, poggiato il piatto sul comodino, si abbassò per leccarlo.
Ryuzaki arrossì sentendo la sua lingua su di sé.
"Basta ti prego…adesso sono pulito…" sussurrò.
"Tu dici? A me non pare…" e continuò.
"Ma..." riuscì solo a borbottare.
A quelle parole l’altro si scostò.
“Perdonami non volevo farti arrossire" disse, poi gli diede un bacio.
"Scusa è che…mi hai colto di sorpresa" rispose sentendosi mortificato.
"Non preoccuparti scemo, sono stato io ad essere troppo impulsivo" e dicendo questo lo carezzò delicatamente su una gota.
Il ragazzo strinse fra la sua mano e la guancia la mano dell'amante che, a quel gesto, gli si avvicinò per baciarlo sulle labbra. Ryuzaki ricambiò quel bacio che aveva un sapore dolce, dolce come il cioccolato.
“Sai davvero di buono" gli sussurrò.
“Anche tu" rispose e, sorridendo, lo spinse di schiena per poi potersi poggiare sopra di lui e continuarlo a baciare.
Il compagno si lasciò trasportare da quei baci. Ormai Light gli era entrato nell'anima, non poteva fare a meno di lui, era disposto a realizzare qualsiasi suo desiderio. Questi, sentendo l’altro sotto di sé lasciarsi completamente andare, con la mano cominciò ad accarezzargli il petto per poi scendere delicatamente fino all'inguine dove vi era il lenzuolo. Ryuzaki lo sentì fermarsi e questo lo eccitò moltissimo, aspettava ansimante che scendesse più affondo con le sue carezze e i suoi baci, così decise di lasciar andare la coperta che teneva stretta fra le mani. A quel gesto Light insinuò la mano sotto di essa cominciando ad accarezzagli l'interno coscia così che a quei tocchi l’amante iniziò a stringergli i capelli e lui, divertito, proseguì a stuzzicarlo. Continuò ad accarezzarlo per poi risalire nuovamente all'inguine ed infine prese il suo membro tra le mani.
"Voglio sentirti di più…!" esclamò l’amato stupendosi di quello che aveva appena detto.
Il partner fu sorpreso nell'udire quelle parole e, senza dire nulla, scese lentamente con il viso e cominciò a leccarlo tra le gambe. Ryuzaki pensò che ormai era diventato estremamente sensibile ad ogni suo gesto. Pian piano si era fatto strada nel suo corpo e nella sua anima. Era già eccitato e Light sentiva un po’ del suo sapore tra le labbra. Non riuscì a trattenersi e subito mostrò il suo piacere venendo nella sua bocca.
"Mi dispiace, sono venuto subito…non credevo di essere così impaziente".
Light non rispose ma gli sorrise pulendosi. Imbarazzato Ryuzaki l’aiutò per poi iniziarlo a baciare. Adesso era il suo turno. L’altro ricambiando il suo tenero bacio si poggiò con la schiena alla spalliera del letto e l’amante delicatamente lo iniziò a leccare, prima sul mento, poi sul collo, poi scese ai capezzoli. Notò sul comodino il piattino con qualche piccolo pezzo di torta. Si allungò e con un dito ne prese un pezzettino iniziando così a cospargerlo di cioccolato e, notando che lui lo lasciava fare, continuò a leccarlo dove lo aveva sporcato. Scese fino a raggiungere l’inguine dove aveva lasciato il pezzo più grosso che iniziò delicatamente ad assaporare. Piano gli sfilò i boxer per poi massaggiargli delicatamente con la lingua il sesso. Light, ormai completamente eccitato, ansimò a quel contatto. Tuttavia i suoi gemiti all’amato non bastavano. Voleva che sentisse quanto lo amava dal profondo del cuore, quanto piacere ogni volta gli faceva provare così continuò insistentemente a ritmi alterni il suo massaggio.
Il respiro del partner si faceva sempre più affannoso ad ogni suo movimento ma, nonostante questo, cercò di controllarsi il più possibile. Alla sua resistenza Ryuzaki decise di interrompere quello che stava facendo per fargli sentire il piacere dentro di sé. Si alzò e si mise a cavalcioni sopra di lui poggiando le mani sul suo petto e, mentre cercava di farlo entrare dentro di sé, Light lo fermò.
"Cosa fai? Così ti farai male" disse.
"Lo faccio per te" rispose indispettito.
Sentendo quelle parole se lo portò più vicino mettendo una mano sulla sua schiena che cominciò ad accarezzare tracciando una linea lungo la sua spina dorsale e, una volta arrivato al fondoschiena, cominciò ad inserire un dito nella sua apertura fino ad arrivare al piccolo foro. A quel contatto Ryuzaki sentì un brivido di piacere corrergli lungo il corpo. Light sorridendo iniziò a penetrarlo ma venne bruscamente interrotto da un suono melodico proveniente dal comodino…era il suo cellulare.
"Non fermarti... Ti prego…non rispondere…" furono le uniche parole che Ryuzaki riuscì a pronunciare. Il ragazzo decise di assecondarlo ma, quando vide che il telefono non smetteva di suonare, infastidito allungò la mano libera e guardò il display.
"Mhh...un numero privato! Potrebbe essere importante. Scusa ci metterò un attimo!" e gli diede un bacio sulla fronte ritraendo anche l'altra mano. L’altro lo guardò sbigottito. Quel comportamento lo lasciò senza parole.
"Scusami…prometto che dopo mi farò perdonare" disse guardandolo con malizia, dopo di che premette il tasto verde.
"Pronto?".
"Pronto Light? Sono io, Misa!" rispose la sua interlocutrice.
"Misa-chan! Dove sei? Ma lo sai che ore sono?".
Sentendo quel nome Ryuzaki capì che era una donna ed iniziò ad innervosirsi.
"All'aeroporto…sono appena tornata in Giappone. Scusa per l'ora ma sono abituata al mio vecchio fuso orario, non vedevo l'ora di risentirti…ti ho svegliato?”.
"No…non mi hai svegliato. Quindi sei tornata?! E’ molto che non ci vediamo, perché non fai un salto all'università nel pomeriggio…?" disse.
Guardando come parlava amichevolmente con lei, Ryuzaki non riuscì a trattenere la sua gelosia e così iniziò a stuzzicarlo dandogli piccoli morsettini sul collo.
Il ragazzo non capendo i sentimenti dell’amante e volendo evitare figuracce lo spostò delicatamente ma questi non cedette e continuò imperterrito. Ora era passato ai capezzoli. Indispettito Light lo guardò storto, ma continuò a parlare con Misa. L’altro, vedendo che non cedeva e che non accennava a riagganciare, continuò scendendo sempre più in basso. Adesso era fermo all'ombelico.
"Allora è deciso, ci vediamo oggi pomeriggio…?" le domandò cercando di tagliare corto.
Sapeva che non si sarebbe potuto controllare ancora a lungo e, nonostante il suo sguardo intimidatorio e i tentativi di spostarlo, il compagno non accennava a smettere. Tuttavia anche la ragazza non aveva nessuna intenzione di riagganciare e Ryuzaki, vedendo che stava per cedere, scese più giù per iniziare a stuzzicargli con la lingua il suo membro. A quel contatto il respiro di Light si fece subito più affannoso. Sentendolo ansimare, decise di farlo ancora più arrabbiare e gli stuzzicò la piccola fessura della punta con la lingua premendocela sopra.
A quel gesto egli non poté trattenere un gemito di piacere che cercò di soffocare come meglio poteva, ma dall’altra parte del telefono Misa lo udì e gli domandò preoccupata:
“Ti sento strano, è successo qualcosa?”.
"Eh…? No figurati mi sono solo fatto male…" mentì spudoratamente.
Ryuzaki se la rise sotto i baffi compiaciuto, aveva ottenuto la sua vendetta.
“Scusa ma ora devo proprio andare. Ci sentiamo nel pomeriggio così ci mettiamo d'accordo. Ciao" e quasi senza neanche attendere risposta riagganciò. Dopo aver posato il cellulare sul comodino si girò verso il compagno, gli afferrò le spalle e, senza dargli neanche il tempo di reagire, lo spinse di schiena urlandogli contro:
"Ma si può sapere che diavolo ti è preso?!".
"Come cosa mi è preso?! Cosa ti è preso a te invece! Metterti a parlare amichevolmente con quella mentre lo stavamo per fare…”.
"Non è un buon motivo" rispose Light adirato.
"Come no?!" rispose anch’esso irritato.
"Ti sei comportato come un bambino" continuò.
"Non sono un bambino...".
"No è vero…sei solo tremendamente geloso!".
"Eh!? Cosa ti salta per la testa? Io geloso?! Non essere ridicolo...è che mi ha infastidito il tuo atteggiamento tutto qui…" rispose arrossendo.
Urtato da quella risposta Light lo afferrò per i polsi con forza.
"Dì quello che ti pare ma questa si chiama gelosia!".
Ryuzaki non riuscì a controbattere. Si sentiva stringere forte.
"Allenta la presa mi fai male!" gli urlò sentendo dolore ai polsi.
“Dovevi pensarci prima di stuzzicarmi a quel modo" rispose senza accennare a diminuire la stretta e, così dicendo, lo fece girare quasi a forza.
"Ahhhh!!" gridò per l'imponente forza di Light che lo sottometteva.
L’altro continuò a tenergli le mani dietro la schiena facendolo così inarcare. Successivamente si leccò un dito che poi introdusse in lui muovendolo lentamente e più velocemente poi. Dopo poco lo ritrasse e gli fece aprire le gambe e, avvicinandosi al suo orecchio, gli sussurrò:
"Ti meriti una lezione…".
Ryuzaki a quelle parole sussultò e questo eccitò ancora di più Light che senza staccarsi dal suo orecchio continuò:
"… Preparati”.
Il ragazzo trattenne il fiato, si sentì penetrare con forza ma cercò di non urlare. Nel sentire che non emetteva suoni e capendo che lo faceva per nascondergli le sue emozioni, senza lasciare la presa, Light aumentò il ritmo.
<< Non te la darò vinta >> pensò l’amante che cercò di trattenersi con tutte le sue forze.
Il compagno sentì il suo respiro farsi più affannoso. Tuttavia vide che non intendeva cedere, così con una mano continuò a tenergli i polsi e con l'altra gli afferrò il sesso.
"Per quanto pensi di poter resistere ancora? ”gli sussurrò con voce ansimante.
Ryuzaki si sentiva morire messo in quella condizione ma riuscì a trattenersi ancora un po’.
Vedendo che l'altro continuava col suo silenzio strinse la presa ai polsi e cominciò a massaggiargli il membro, poi gli s’avvicinò all'orecchio e cominciò a morderglielo.
“Mhhh” scappò dalla bocca di Ryuzaki.
A quel verso Light allentò la stretta.
"Voglio sentirti di più" disse.
Il ragazzo non riuscì a resistere e finalmente cedette lasciandosi scappare gemiti di piacere. Raggiunto lo scopo mollò definitivamente la presa e Ryuzaki, sentendosi libero, iniziò a muoversi anche lui seguendo il ritmo di Light, ansimando e gemendo sempre più forte.
“Dì il mio nome" mormorò ancora l’altro.
“L... Light” sussurrò tutto tremante.
"Gridalo…".
Egli obbedì…
“LIGHT !!” gridò raccogliendo tutte le sue forze.
Quest’ultimo sorrise...
"Ti amo " disse, e poi venne dentro di lui.
Anche Ryuzaki venne e sfinito si lasciò ricadere sul letto. Light gli si sdraiò accanto, attese che il respiro si facesse normale, si voltò verso l'amante che lo fissava e gli carezzò amorevolmente una gota. Questi socchiuse gli occhi sentendo le sue carezze e Light proseguì riscendendo sulle labbra che l’altro dischiuse. A quel gesto gli diede un bacio, poi disse:
"Andiamo…è ora, facciamoci una doccia!".
“Si” rispose timidamente.
Entrambi si alzarono e si diressero in bagno dove fecero una breve doccia calda. Ryuzaki ne uscì rinato. Velocemente si preparò per andare a lavoro. Chiamò Watari, ormai sicuramente rientrato dalla missione, avvisandolo del suo ritardo e dicendogli che non c’era bisogno che lo andasse a prendere. Light si fece prestare una maglia nera e quando furono pronti si diressero entrambi alla porta dove Ryuzaki lo salutò con un bacio.
“Cosa fai oggi pomeriggio?” gli domandò prima di andarsene.
"Andrò all'università e poi mi vedrò con Misa, non so che ora faremo…è molto che non ci vediamo…ti chiamo più tardi" rispose. Poi aggiunse "non fare quell'aria imbronciata…ci vediamo domani sera " e lo baciò in attesa di una risposta.
“Ok…” rispose rassegnato sapendo che lo avrebbe visto solo l’indomani e lo baciò nuovamente. Nella testa aveva mille pensieri.
<< Misa-chan…>> non sapeva chi fosse, non gliene aveva mai parlato...era geloso.
"Buona giornata , a più tardi” salutò l’altro, e si incamminò verso la stazione.
Ryuzaki, pensieroso e di cattivo umore, si incamminò a sua volta verso la fermata dell’autobus, dove attese che quest’ultimo arrivasse.
“Quella donna mi ha rovinato la giornata, maledetta Misa-chan” sussurrò stringendo i pugni….