Capitolo 5

Light fu destato dallo scatto della porta. Ancora insonnolito si guardò il polso dove aveva l’orologio…era mezzanotte passata. Ryuzaki entrò in casa, si levò le scarpe, si diresse verso il salone dove vi erano la luce e la televisione accese e scorse il ragazzo sdraiato sul divano.

“Scusami non volevo svegliarti!” disse con aria rammaricata.

“Non preoccuparti. Ti stavo aspettando e mi sono addormentato…piuttosto, come mai hai fatto così tardi?” chiese con la voce ancora assonnata e stropicciandosi gli occhi.

“Abbiamo discusso su un nuovo caso…hai gia mangiato?”.

“No, aspettavo te…” e così dicendo lo tirò a sé dandogli un bacio.

Ryuzaki come sempre arrossì.

“Vieni…mangiamo, ho una fame da lupi!” disse Light sorridendo per quella reazione.

Durante la cena parlarono dell’ultimo caso.

“Ci sono novità?” domandò.

“Purtroppo non posso dirti nulla se non che sarò molto impegnato! Probabilmente io e Watari lavoreremo anche di notte”.

“Watari eh…?” disse Light portandosi il bicchiere pieno d’acqua alla bocca.

“Si…posso dire addio ai sabati e alle domeniche fino alla risoluzione del caso…”.

“E dove dormirete?” gli domandò senza guardarlo e continuando a mangiare.

“Abbiamo una sala in commissariato con dei divani. Ci sistemeremo lì”.

“Mhhh…”.

“Sta tranquillo ho preso un giorno libero a settimana così potremo vederci…”.

“Non è quello che mi preoccupa…è sapere che passerai la notte con quel tipo che non mi va giù!” rispose.

“Che c’è sei geloso?!” disse in tono malizioso Ryuzaki.

“Figurati…” gli rispose con aria di superiorità.

Il ragazzo, infastidito da quella risposta, cercò di individuare una minima reazione ma nulla. Il volto di Light non tradiva alcuna emozione.

“Lo sai che non potrei mai farci nulla! Io sono innamorato di te!” e detto questo si rese conto di aver quasi urlato e di essere avvampato.

“Hmpf!” rispose accennando un sorriso appena percettibile che sfuggì agli occhi dell’altro, il quale aveva abbassato lo sguardo per l’imbarazzo di ciò che aveva appena detto.

Calò un silenzio imbarazzante che venne interrotto quando Ryuzaki si alzò per sparecchiare. Mentre lavava i piatti sentiva lo sguardo di Light fisso su di sé.

<< Lo fa apposta! >> pensò << ma che mi è saltato in mente di dirgli quella cosa…? >> e mentre pensava sentiva il volto andargli in fiamme << ha ragione Watari, devo chiarire questa situazione. Non ce la faccio ad andare avanti così, devo sapere cosa prova per me…ma come posso chiederglielo? Lui non è tipo da dire certe cose lo so bene, eppure…>> i suoi pensieri furono interrotti dal rumore della sedia che si spostava. Ebbe un sussulto quando Light lo afferrò da dietro e, dopo averlo baciato sulla calda guancia, gli sussurrò:

“Ti aspetto sul divano…non farmi attendere troppo tutto solo!” e così dicendo si diresse nell’altra stanza senza neanche attendere una risposta.

Non appena ebbe finito di lavare lo raggiunse in salotto e si sdraiò sul divano appoggiando la testa sulle gambe di Light che gli carezzò i capelli. Ormai si erano fatte le due passate e sentiva gli occhi farsi pesanti.

“Domani è mercoledì…e ho il giorno libero. Tu hai l’università?”.

“Si, ma posso saltare la lezione, così resto a casa con te”.

“D’accordo…” rispose Ryuzaki socchiudendo gli occhi.

“Non ti reggi davvero in piedi oggi eh? Vieni non addormentarti qui…andiamo a letto!” disse sorridendo.

“Si” mugolò in risposta l’altro, che si fece trascinare sino alla camera dove crollò esausto.

Sentì le mani di Light sbottonargli e successivamente sfilargli lentamente i pantaloni.

“Cosa fai?!” farfugliò mezzo addormentato.

“Tranquillo…per stasera voglio solo aiutarti a svestirti…farò il bravo e non ti sfiorerò neanche con un dito” e così dicendo gli sfilò la maglietta e si spogliò a sua volta per poi infilarsi sotto le coperte accanto a lui. Ryuzaki gli si fece più vicino:

“Prima…non stavo scherzando…io mi sono davvero innamorato di te!” gli sussurrò all’orecchio con l’ultimo barlume di lucidità rimastogli.

In risposta ricevette un bacio e la buonanotte, dopo di che si addormentò. Light restò qualche minuto ad osservarlo mentre dormiva tra le sue braccia, poi spense la luce e si abbandonò al sonno.

Si ridestò quando il sole era ormai alto. Come suo solito guardò l’orologio e vide che erano le 15.30. Accanto a lui Ryuzaki ancora dormiva. Era indeciso se svegliarlo o lasciarlo riposare. Optò per la prima poiché si stava annoiando. Avvicinò quindi il suo volto a quello dell’amico e cominciò a baciargli il collo. Ai suoi baci l’altro protestò voltandosi istintivamente dall’altra parte, ma questo non scoraggiò il ragazzo che, ora più che mai, era intenzionato a svegliarlo. Gli carezzò le guance e riscese lentamente su un braccio. A questi ultimi tocchi Ryuzaki si destò dal suo sonno.

“Buongiorno…”disse Light con voce suadente.

“Buongiorno” rispose dandogli un bacio.

“Ti ho svegliato?”.

“Non preoccuparti non volevo comunque bruciare la giornata dormendo”.

Light lo prese come un invito e gli si buttò addosso lasciandolo a bocca aperta. Poi riprese a baciarlo sul collo.

“Che diavolo fai?!”.

“Secondo te?”.

“Non lo so dimmelo tu!”.

“Mi pare ovvio…ti sto baciando…!”.

“Questo lo vedo anche io…”.

“Vuoi che smetta?” domandò sorridendo con tono beffardo.

“Non provarci neanche…” sospirò.

A queste parole Light introdusse la lingua nella sua bocca. Il contatto con le umide e morbide labbra provocò Ryuzaki che incominciò a baciarlo con altrettanta passione. Continuarono per diversi minuti, poi Light si staccò per leccargli un orecchio. Sentendo l’altro fremere lo morse delicatamente, dopo di che riscese lentamente fino al collo e poi ancora giù sul caldo petto. Qui si soffermò a stuzzicargli un capezzolo con le dita mentre con la bocca si avviò verso l’altro. Ci giocò, prima leccandolo più volte, poi succhiandolo e in fine mordendolo delicatamente. A questo ultimo gesto sentì Ryuzaki emettere un gemito di piacere. Si spostò leggermente sulla destra e si soffermò a succhiare lasciandogli un piccolo ma perfetto marchio rosso. Scese lentamente lungo tutto il petto, oltrepassò l’ombelico e, come era solito fare, gli leccò l’inguine. Questo eccitò visibilmente Ryuzaki che continuava a fremere sotto le sue carezze. Abbassò la mano fino ai boxer e col braccio sfiorò il sesso ormai duro. Decise di stuzzicare l’altro ancora un po’ e continuò a leccargli l’inguine e a giocherellare con l’elastico. Poi passò la mano sopra di essi e gli accarezzò delicatamente il membro. Quando lo sentì al culmine dell’eccitazione si fermò un istante per alzare lo sguardo e osservare il suo volto. Aveva gli occhi chiusi. Con una mano stringeva il lenzuolo mentre l’altra la fece riscendere sul suo viso verso la bocca dove vi inserì due dita. Un sorriso inarcò le labbra di Light che riprese a baciarlo e, quando i respiri del ragazzo divennero più intensi, decise di sfilargli i boxer. Si posizionò tra le sue gambe, prese il membro tra le mani e cominciò a baciarlo e poi a leccarlo. Lentamente…prima sotto, poi risalì. Lo baciò e lo leccò dal basso verso l’alto varie volte. Giocherellò con la lingua muovendola velocemente alla base della punta. Poi la passò sulla piccola fessura. Lo avvolse con la bocca e cominciò un lento e ritmato movimento.

Ryuzaki a quei gesti si irrigidì per il piacere. Gemendo si tolse le dita dalla bocca e se le portò al capezzolo inumidendolo con la saliva, poi scese all’inguine arrivando fino alla testa di Light dove infilò le lunghe dita tra i suoi capelli. Quando sentì di essere quasi al limite strinse leggermente la presa per farlo capire anche al suo compagno che a quel gesto si arrestò.

“Perché ti sei fermato?” chiese con voce flebile.

L’altro non rispose ma uno strano sorriso dal fare ambiguo gli comparve sul volto. Si alzò leggermente e, prendendo le sue gambe tra le mani e portandogliele vicino al corpo avvicinò il volto alla sua piccola apertura. Poi iniziò ad infilare la punta della lingua dentro di lui ma Ryuzaki lo trattenne per i capelli.

Sentitosi fermato il ragazzo emise un verso e, staccandosi appena, disse:

"Perchè mi stai fermando? Non ti piace?" e si sollevò appena quel tanto che bastò a permettergli di guardarlo con aria interrogativa.

“No, non è questo…”.

“E allora cos’hai?!”.

“E’ solo che…” le parole non gli uscivano dalla bocca, si sentiva agitato. Si divincolò e si portò il lenzuolo alla vita.

“Allora cosa?!” sbottò Light.

“E’ solo che non so quali siano i tuoi sentimenti…io sono sicuro di ciò che provo ma tu…non so cosa tu possa provare per me! Non mi hai mai detto quanto io possa essere importante e anche ieri non hai risposto quando ti ho detto che ti amavo!” e così dicendo sentì gli occhi rigonfiarsi di lacrime.

“Certe cose non hanno bisogno di essere dette…come ciò che provo per te!!!” ribatté adirato.

“Ed io ho bisogno che tu me lo dica! Perché non tieni conto dei miei sentimenti?!” e sentì le calde lacrime rigargli il viso.

Light di fronte a quella scena capì che il suo atteggiamento freddo e distaccato aveva profondamente ferito il compagno, si avvicinò a lui e gli leccò una lacrima.

“Non riesco a non farti piangere…perdonami…sono un cretino!” disse.

“Ti prego, una sola volta ma dimmelo…dimmi che mi ami!” e così dicendo si strinse al suo petto.

Light lo distese sul letto e avvicinandosi ad un orecchio gli sussurrò dolcemente:

“Voglio fare l’amore con te…lo voglio fare perché ti amo…!”.

A quelle parole Ryuzaki ebbe un tuffo al cuore e le lacrime ripresero a scorrergli lungo il viso. Portò le braccia attorno al collo del ragazzo dicendogli:

“Ti amo,ti amo, ti amo!”.

Light prese le guance tra le mani e gli asciugò le lacrime, lo guardò dritto negli occhi e gli diede un bacio sulle labbra. Poi si staccò e riscese per continuare ciò che aveva lasciato a metà poco prima. Delicatamente gli poggiò le mani sulle ginocchia aprendogli le gambe e le alzò avvicinando il volto alla piccola fessura introducendovi la punta della lingua. Sentì Ryuzaki sobbalzare, poi le sue gambe irrigidirsi. Andò più a fondo ed udì il suo respiro farsi più affannoso. La mano sulla spalla stringerlo sempre più forte ad ogni suo movimento. Quando sentì la presa aumentare ancora si fermò ritraendosi. Lentamente risalì all’inguine dove riprese a leccarlo lungo il bacino ed il petto fino ad arrivare al viso dove Ryuzaki lo stava aspettando per poterlo baciare. Lo baciò avidamente introducendo la lingua nella sua bocca. Si spostò sul fianco, insinuò una gamba tra quelle di Light e con il ginocchio sfiorò il suo sesso duro. Fece scendere una mano lungo il suo corpo e una volta arrivato all’inguine abbassò l’elastico dei boxer per scoprire la punta che cominciò delicatamente ad accarezzare. Sentì subito che il suo tocco non lo aveva lasciato indifferente grazie all’intensità con cui l’altro ora lo baciava, così glieli sfilò definitivamente e riprese ad accarezzarlo. I suoi gesti erano delicati, leggeri. Strinse il suo sesso e cominciò un movimento prima lento poi più veloce. Ora anche lui poteva udire i gemiti di Light, sentiva tutta la sua passione in quel bacio così caldo. Continuò quel movimento ritmato sino a che non si sentì fermare dall’altro che, senza smettere di baciarlo, spostò la mano dal suo braccio alla schiena carezzandola. Il passare delle sue calde dita sulla fredda schiena e il leggero solletico di quel tocco gli procurò un brivido che divertì Light, il quale proseguì nell’accarezzarlo. Scese sino al suo fondo schiena e cominciò ad insinuargli un dito tra le natiche. Ryuzaki smise di baciarlo e sgranò gli occhi. L’altro si fermò.

“Rilassati…” gli sussurrò all’orecchio che poi morse delicatamente mentre riprese a scendere con le dita fino ad arrivare al piccolo foro dove incominciò ad introdurne uno. A quel gesto Ryuzaki emise un gemito piuttosto forte e, completamente rosso in volto, si portò la mano davanti alla bocca e accostò il viso al suo petto.

Light lo guardò teneramente, lo scostò da lui e, appoggiando la sua mano libera sopra quella dell’amante, gliela levò stringendola tra le sue.

“Voglio vedere il tuo volto e sentire la tua voce…”.

“No…io…non posso…” ansimò.

Ma come risposta il compagno andò ancora più a fondo…

“Ah…Light…lasciami la mano…ti prego…” ma l’altro non accennava a voler lasciare la presa.

“Te l’ho detto…voglio sentire la tua voce…” disse entrando ancora di più in lui.

Ma Ryuzaki si trattenne così che cominciò ad inserire un secondo dito. A questo gesto l’altro strinse la sua mano ancora più forte e, quando il movimento si fece più fluido, si lasciò sfuggire piccoli versi di piacere. Light sorrise continuando. Sentiva Ryuzaki fremere. Quando avvertì che la sua elasticità era aumentata ritrasse le dita, lasciò la sua mano e, facendolo poggiare sulla schiena, gli aprì le gambe che si portò sulle spalle.

“Questo ti farà un po’ male…ma presto sentirai solo piacere…” e così dicendo iniziò a penetrarlo.

Vide Ryuzaki stringere forte il lenzuolo. Entrò ancora ma si fermò vedendolo mordersi il labbro così forte da procurarsi un piccolo taglio dal quale uscì del sangue. Si avvicinò e, leccandoglielo, gli carezzò i capelli e sussurrò:

“Ti fa così tanto male…? Vuoi che smetta…?”.

“No…non fermarti. Fa male…ma lo posso sopportare, poiché ti amo…” rispose con respiro affannoso.

Light gli riprese la mano che l’altro strinse sempre più forte mentre lo penetrava. Ryuzaki non poté trattenersi. Quella dolce pena gli fece versare delle calde lacrime che gli ricaddero dolcemente sulle guance. Entrato completamente in lui Light gli domandò:

“Comincio a muovermi…?”.

Ryuzaki gli fece cenno di si con la testa e lasciò la presa del lenzuolo per portargli la mano alla spalla, stringendogliela. Quel movimento gli procurò un leggero grido di dolore misto a piacere. L’altro decise di mantenere quell’andatura lenta fino a che il compagno non si fosse abituato. Stringendo la sua spalla Ryuzaki aprì gli occhi, ora era sicuro di amarlo… Si accorse che adorava vederlo così: il suo volto concentrato, il sudore che gli brillava sulla fronte, il suo petto così liscio e perfetto ed ancora, i suoi modi gentili e premurosi. Poco alla volta il dolore lasciò il posto al piacere. Sentendolo rilassarsi Light decise di aumentare il ritmo. Ora poteva scorgere sul suo volto un’espressione di desiderio e, vederlo così indifeso e fragile gemere sotto di lui, gli fece capire che il sentimento in quel momento provato era puro amore. Man mano che il ritmo aumentava il respiro di entrambi si faceva più affannoso. Light lo tirò a sé sollevandolo, cingendolo con le braccia. Ryuzaki si avvinghiò con le gambe al suo bacino, strinse ancora di più la presa sulla spalla e si avvicinò con la bocca ad essa. Gli diede un leggero morso facendolo sobbalzare e spronandolo a muoversi più intensamente. Sentendo che era ormai giunto al culmine smise di morderlo per avvicinarsi al suo orecchio e sussurrargli ansimando:

“Light…sono al limite…”.

“Aspetta…insieme!” rispose.

Presto entrambi giunsero al piacere assoluto. Si lasciarono ricadere sul letto dove Ryuzaki sentì quel liquido caldo scorrergli tra le gambe e il respiro affannoso di Light appoggiato sul suo petto…al che gli carezzò dolcemente i capelli e disse:

“Vorrei che questo momento durasse per sempre…”.

Il ragazzo si alzò leggermente per guardarlo negli occhi.

“Anche io…ti ha fatto molto male?” gli domandò.

Ryuzaki fece un cenno di assenso con la testa ma poi disse:

“Però è stato bellissimo…voglio fare l’amore con te per sempre”.

“Lo faremo, e vedrai che le prossime volte proverai solo piacere…” e così dicendo gli posò un bacio sulla fronte. Si riappoggiò col viso al suo petto e si addormentò sotto le carezze del compagno che lo guardava intensamente.

<< Sembra un cucciolo mentre dorme >> pensò sorridendo.

Presto la stanchezza si fece sentire e si addormentò anche lui. Dormirono sino al mattino successivo finché non furono destati dalla sveglia che ricordava a Ryuzaki che doveva andare al lavoro…