Tratto da Kappa Magazine 21 - Marzo 1994
Dossier di Samuele Gardenghi
Leggendo le dichiarazioni degli autori e le prime recensioni guinte in Italia ci si era
fatti un idea ben precisa di questa serie : Victory avrebbe affiancato Gundam
ZZ sia per quanto riguarda il giovane target che per la vena umoristica. Persino
lo stesso Yoshiyuki Tomino aveva affermato di volersi distaccare definitivamente
dall'universo di Gundam. Alcuni problemi sono nati anche in seno alla casa di produzione,
indecisa se mostrare subito il mobil suit protagonista o solo dopo alcune puntate (in Gundam
ZZ il famoso MSZ-010 appare solo al sedicesimo episodio) : Victory
compare sin dall'inizio, ma la prima puntata trasmessa è in realtà la quarta (i primi
episodi verranno trasmessi subito dopo come una sorta di flashback). Puntuali come sempre
anche le variazioni in tema di mecha design : appaiono ora mobil suit trasformabili e
componibili, mobil suit/elicotteri che volano grazie a rotori con pale laser, e tornano
gli scudi laser visti in Gundam F-91. Per quanto riguarda la storia,
invece, le premesse vengono subito contraddette. Gli scontri a fuoco iniziano a diventare
sempre più cruenti, mostrando spesso morti tra i combattenti. Attorno al settimo
episodio, per esempio, gli autori rappresentano un assalto a un centro di accoglienza per
profughi vicino a Praga, mostrando i mobil suit che sparano con cannoni da 120 mm sulla
gente (quando non optano per calpestarla!). Come se non bastasse, l'asso dei cattivi
(Cronixle Asher, ufficiale dell'esercito "Vespa" dell'impero Zanskar) compie un
incursione solitaria nella base della Liga Militia terrestre fuggendo con due ostaggi : il
comandante avversario e la bella Catejina Loos, una ragazza a capo di una piccola banda di
orfani tra i quali vi è il protagonista Usso Ewing. Le convinzioni iniziali subiscono un
bello scossone quando il comandante della Liga viene decapitato in piazza e quando
Cronixle trascina Catejina nella propria stanza. La storia diventa sempre più violenta e
sanguinosa, spostandosi dalla Terra alle colonie spaziali, e presto scendono in campo gli
intramontabili new type (anche Usso è un new type, e lo dimostra apertamente dalla
ventesima puntata). Il mecha design è abbastanza lontano da quello delle altre serie, ma
pian piano si iniziano a scorgere giustificazioni logiche : il Victory Gundam è si
scomponibile in tre parti, ma questo solo perchè braccia e gambe vengono distrutte almeno
una quindicina di volte. Le citazioni dalle serie precedenti sono parecchie : la flotta
della Liga Militia, per esempio, incorpora navi apparse in Kiddo Senshi Gundam,
Gyakushu no Char e Gundam F-91, e non ultimo Cronixle
viene paragonato a un certo Char. Malgrado il disegno sia sia approssimativo (paragonabile
a quello della prima serie), quasi privo di ombre e non sempre perfettamente animato, Victory
Gundam rimane comunque una piacevole sorpresa.
Anche in questa occasione è la casa editrice Kodansha a curarne l'adattamento ufficiale a
fumetti, in una serie disegnata da Toshiya Iwamura e sceneggiata da Yoshiyuki Tomino e
Hajime Yadate.