Blue Seed

Tratto da Kappa Magazine 46 - Aprile 1996
Dossier di Paolo Gattone


Sebbene a livello internazionale il nome di Yuzo Takada sia legato più che altro ai suoi due lavori più famosi, e cioè il popolare 3x3 Occhi - conosciuto anche in italia sia per la versione animata, sia per quella cartacea - e lo spassosissimo Banno Bunka Nekomusume (L'onnipotente ragazza-gatto) - la cui serie animata in 6 OAV, dopo aver mietuto grandi successi in patria, stà letteralmente spopolando anche in inghilterra e negli USA -, in questi ultimi tempi abbiamo potuto apprezzare anche nuove, interessantissime produzioni nate dall'estro e dalla fantasia di questo giovane (ha appena 33 anni) autore. E tra queste, sicuramente, non può che spiccare Blue Seed, un titolo costruito a tavolino per attirare l'attenzione del pubblico, del quale sono state realizzate una breve ma avvincente versione a fumetti by Kodansha, una serie di raccolte di illustrazioni, gadget e videogame a iosa, e soprattutto, una buona serie televisiva di 26 episodi che si è distinta l'anno passato per i buoni indici di ascolto e per l'elevato livello qualitativo.
Originalmente, come ha confessato lo stesso Takada durante la conferenza di presentazione della serie TV, Blue Seed avrebbe dovuto essere una produzione multimediale, basata principalmente su un gruppo di romanzi illustrati, un breve manga e un passaggio per l'home video di 6 OAV di 30-45 minuti l'uno. Un'incredibile catena di contrattempi, nonchè i concomitanti impegni dello stesso Takada, hanno poi causato l'interruzione (per ora) del fumetto, la soppressione dei romanzi e la creazione di una stupenda serie televisiva che in molti punti (specie nelle prime tre puntate) si avvale di una qualità e di una cura degne delle migliori produzioni per il mercato dell'home video.

"Fin dalle premesse, Blue Seed si presenta come un misto di azione, romanticismo e del più classico monster design, tanto caro al folklore nipponico."

L'intera, intricatissima vicenda si basa fondamentalmente sulle leggende giapponesi riguardanti la creazione dell'universo, a cui vengono mischiate la figura del gioiello Magatama (uno dei tre simboli della famiglia imperiale), che già aveva fatto la sua apparizione in serie come Samurai Troopers (in Italia, I cinque samurai), Ranma ½ (nei recentissimi OAV speciali) o Onikinimaru, e la rappresentazione dei mostri sotto forma di Aragami (letteralmente "divinità selvagge"), esseri dall'elevata capacità di mutazione la cui struttura cellulare è simile a quella delle piante (si tratta quindi di mostri vegetali veri e propri), e la cui nascita dipende dai "blue seeds"del titolo.
Queste le premesse : all'inizio dei tempi, la principessa Kushinada (dalla cui discendenza deriva la famiglia imperiale e la cui figura è già stata protagonista in Orion di Masamune Shirow e in Horobi di Yashihisa Tagami) stava per essere sacrificata in nome dell'arcipelago giapponese e del cosmo al mostro Yamata-no-Orochi (o Horobi, il mitico Idro dalle otto teste), quando il semidio Susano-ho intervenne brandendo la spada Ama-no-Murakumo (le nuvole tempestose del paradiso, un altro dei tre simboli della famiglia imperiale) e sconfisse la bestia; prima di tornare da dove era venuto, consegnò la potentissima arma all'altrettanto leggendario Yamato Takeru-no-Mikato, colui che - secondo la storia giapponese - unificò il Giappone durante un trionfale viaggio nell'est dell'arcipelago, affrontado, tra gli altri pericoli, anche un misterioso prato animato (l'Aragami) che abbatè con la spada da allora dinominata Kusanagi, la "taglia-erba".
La vicenda si sposta così ai giorni nostri, quando la tragedia di millenni prima sembra ripetersi a causa della follia del genere umano che nella sua spinta verso il progresso ha fatto dell'arroganza e della cieca fame di distruzione (nel nome della propria superiorità e del profitto) la sua unica ragione di vita. Gli Aragami, per secoli sopiti in attesa del riscatto, hanno appena compiuto la propria metamorfosi (sembra che siano l'ultimo stadio evolutivo di Horobi), portando a conclusione lo sviluppo dei blue seeds - chiamati "mitama" (scritto con lo stesso ideogramma di "spirito" o "anima"), da cui prendono vita parassiti vegetali in grado di impossessarsi di tutti gli esseri viventi e non.
Protagonisti della storia sono le discendenti di Kushinada e il TAC (Terrestrial Amministration Crew), antica organizzazione nata per combattere gli Aragami e per proteggere le discendenti di cui sopra, che da tempo immemorabile vegliano sull'umanità (grazie al sacrificio della vita sono infatti in grado di rinchiudere gli Aragami nel loro bozzolo-blue seed). Tutto comincia quando nella famiglia di Kushinada per la prima volta nascono due gemelle : Momiji e Kanede Fujimiya dividono in due il tronco della stirpe e causano il risveglio degli Aragami interessati a mantenere in vita e separate le due sorelle. Per far questo, visto che Kanade viene protetta dal TAC, Momiji viene affiancata da una guardia del corpo, impiantata nell'infante Momoru Kusanagi tramite sette mitama, che ha il compito di "tenerla buona" almeno fino all'evoluzione finale del grande Aragami (ossia fino alla rinascita di Horobi).
La vicenda vera e propria ha inizio quando Momiji, ingenua (forse un pò troppo) e vivace studentessa sedicenne, viene un giorno attaccata da alcuni misteriosi mostri che causano la morte di un'altra fanciulla incredibilmente simile a lei (Kanede, che non aveva mai visto) e la sconfitta del TAC (almeno fino all'arrivo del potentissimo Mamoru, che subito salva tutti), Da quel momento in poi, Momiji viene a conoscenza delle mitologiche leggende e del suo crudele destino di vittima sacrificale per l'umanità. Niente potrà sottrarla al suo compito, nemmeno la fuga, e una volta accettata questa realtà, Momiji si unirà ai membri del TAC (il gran capo Daitetsu Kunikida, l'irruenta guerrafondaia Kome Sawaguchi, la boitecnica Azusa Matsudaira, la stratega Ryoko Tokeuchi, l'imbranato computer-operator Yoshiki Yaegashi e la chiaroveggente-esorcista Sakura Yamazaki) per imparare ad utilizzare i suoi poteri e per assumersi i suoi compiti. A loro si aggiungerà ben presto anche Mamoru, che in nome del suo amore per Momiji ripudierà la sua natura di mostro per difendere la ragazza che ama dagli stessi Aragami che l'avevano creato. La serie si sviluppa prendendo in esame le vicissitudini dell'agenzia costretta a difendere gli ignari esseri umani dal dilagare degli Aragami nella vita di tutti i giorni. La svolta avviene però quando, durante una lotta con tre temibili cani-Aragami che stanno terrorizzando la città di Izumo, la TAC deve affrontare il temibilissimo Murakumo, che affianca all'aspetto gelido e freddo di un uomo misterioso e crudele i poteri donatigli dall'impianto di otto mitama (contro i sette di Mamoru).
Da questo momento in poi, gli eventi precipitano causando la morte di parecchi amici di Momiji, a cui seguono il ritrovamento di un misterioso infante (apparentemente la reincarnazione di Susano-ho) all'interno di un enorme Aragami, la battaglia mortale tra Murakumo (rivelatosi come capo degli Aragami) e Mamoru al Polo e la ricomparsa di Kanede che, alla guida del rinato Susano-ho decide di spazzare via l'intera umanità, oramai impura. Quello che accade nel fianle, poi, è davvero imprevedibile : Momiji, dopo aver dichiarato pubblicamente in televisione che affronterà il suo destino e darà la propria vita per salvare i suoi amici e l'amato Mamoru, affronta Murakumo (che si mostrerà nel suo vero aspetto di Idra dalle otto teste-Horobi) per poi scontrarsi con la sorella. Grazie al risveglio di Susano-ho, la ragazza è riuscita ad avviare il processo di crescita delle piante terrestri e quello di mutazione - attraverso i mitama - di tutti gli esseri umani "corrotti" in vegetali: chi vincerà ?
Questo in estrema sintesi, è il plot del manga e dell'avvincente serie televisiva, composta da 26 memorabili episodi trasmessi in patria a partire dall'ottobre 1994.

"Nonostante la brevità della serie, si sono alternati nella realizzazione due character design differenti."

L'amimazione, specie nelle sigle di apertura e chiusura, è di ottima fattura : i primi e gli ultimi episodi (senza dubbio i migliori) sono stati curati da Takayuki Goto, già apprezzato per il buon lavoro svolto con gli OAV di Video Girl Ai, mentre le rimanenti puntate sono state affidate a Kazuya "Zilion" Kise. Lo studio dei personaggi e la supervisione generale sono stati affidati allo stesso Yuzo Takada, che ha potuto dire la sua anche circa lo sviluppo della trama e l'impostazione della vicenda. Il risultato? Un'ottima sceneggiatura dal ritmo serrato che ben si adatta alla brevità della serie, per un anime che - come ha affermato lo stesso Takada - è «sorprendentemente ben riuscito e, per essere una serie TV, riesce a esprimere egregiamente la drammaticità della vicenda».

"Una serie Adulta, portata sul piccolo schermo senza tanti sciocchi pudori."

Se i manga di Takada male si adattano a una riduzione per il piccolo schermo data la presenza di nudi (specie per quanto riguarda Momiji in Blue Seed), situazioni molto crude e numerose scene splatter-violente, in questo caso la trasposizione è riuscita. L'eccezionalità delle coindizioni di lavorazione hanno portato alla creazione di una serie inconsueta, molto piacevole, anche commerciale, ma comunque con un messaggio forte da trasmettere (e il pubblico giapponese sembra aver apprezzato il tono più adulto della vicenda).
Un'ultima nota va poi spesa per considerare la differenza tra Blue Seed e gli altri lavori di Takada : mentre le atmosfere di questa vicenda sono ben lontane da quelle goliardiche e spassosissime di Nuko-Nuko (Banno Bunka Nekomusume), a una prima occhiata Blue Seed potrebbe sembrare un semplice clone di 3x3 Occhi (e infatti il duo Momiji-Mamoru è costruito sul "format" Pai-Yakumo), visto il background molto simile e il medesimo proliferare di mostri. Nulla potrebbe però essere più sbagliato che considerare le due serie come gemelle : la distanza tra le due è infatti molto grande e sta principalmente nel tono della narrazione - decisamente più drammatico e introspettivo in Blue Seed (basti pensare al dilemma di Momiji e alle difficili scelte di Mamoru) - e, soprattutto, nel messaggio antimilitarista ed ecologista che permea questa nuova opera. Blue Seed non è un capolavoro, certo, ma è comunque un piacevole e anomalo prodotto del panorama attuale : per una volta un cartone animato non serve solo a intrattenere o a vendere pupazzetti e gadget (come sembra orai di moda ultimamente in Giappone).
Ben vengano, quindi, serie come questa : oltre a divertirci, ci aiuteranno a pensare.