Tratto da Storie di Kappa 14
Ho come l'impressione che durante l'inverno del 1989 gli atti terroristici si siano fatti molto più feroci. Ai normali dirottamenti o agli attentati con fucili anticarro portati direttamente ai vip, si sono sostituiti i raid aerei con uso di razzi, oppure bombe che devastano, oltre alle auto dei vip e all'intera scorta, un ampio tratto di strada. Questo mutamento è avvenuto molto velocemente e su larga scala; credo che quelli del contro-terrorismo ormai diano sempre più importanza alle cosiddette battaglie informatiche e ai delitti (in pratica, la situazione si sta facendo sempre più complicata, quindi non hanno molto senso le presunzioni di un profano come me ... ). Dicono che con l'avanzare dell'internazionalizzazione le infiltrazioni siano sempre più difficili da compiere, e si stia verificando un aumento delle reti informatiche impreviste. Vivendo in un paese dominato dalla pace come il nostro, è difficile farsi un'idea precisa dei motivi controversi per i quali non si raggiunga un compromesso, non si riesca a trovare una riconciliazione o una cosiddetta terza strada da prendere. Se qualcuno ci dicesse: «Voi Giapponesi non potrete mai capire cosa provino coloro che non hanno un paese dove tornare», oppure: «non capirete mai i sentimenti di una persona alla quale hanno ucciso i propri familiari», non riusciremmo a replicare in alcun modo. Riesco veramente a percepire che il mondo si muove in base ai sentimenti. Com'è possibile far andare d'accordo coloro che si odiano ancor prima di nascere?! E veramente difficile riuscire a coesistere con il rispetto reciproco?! Questa è soltanto un'opinione data dal punto di vista di terzi: se ci attaccano sparandoci, bisogna contrattaccare a nostra volta, questa è la natura degli uomini. Neanche noi Giapponesi possiamo rimanere a dormire sugli allori: infatti, con l'avanzare dell'internazionalizzazione (in senso mediocre), aumenta anche il rischio del terrorismo. I Giapponesi saranno portati a pensarla così?! Le squadre anti-terrorismo giapponesi saranno in grado di compiere il loro dovere in azioni reali? Comunque sia, diverrà sempre più necessario il controllo delle azioni individuali (per esempio dove, quando e cosa fa un individuo, quale percorso prende e con chi, ecc...). A proposito di guerre, in Giappone si sta facendo sempre più violenta quella del traffico. Il numero di vittime che miete questa guerra supera ormai quello causato dalle repressioni in caso di rivolta (ormai è sinonimo di massacro vero e proprio) in un qualsiasi paese. Ci sono troppi morti, e le condizioni ambientali sono disastrose. li 1989 era iniziato con il crollo del regime di Yalta, e finì con esso. I mass-media proclamano il fallimento del comunismo, ma il capitalismo non si trova affatto in una situazione migliore. Solo per il fatto che hanno approvato alcune riforme, i regimi comunisti si vantano di essere stati molto apprezzati (anche se erano arrivati al punto di non poterne fare a meno). I paesi dell'ovest si sono arricchiti e hanno sia le tecnologie, sia i beni materiali, ma per arrivare a ciò hanno spremuto fino all'osso la terra. Se l'est arriverà al livello dell'ovest, che fine farà il nostro pianeta?! Sarebbe come versare l'olio sul fuoco! Tuttavia, non si può pensare di abbandonare l'est al suo destino. L'ovest, ora, deve pagare il conto. Deve astenersi dagli sprechi, impegnarsi nelle ricerche sulla tecnologia pulita e usare l'intelligenza collaborando alla realizzazione della pace. Sembra facile, a parole. I desideri umani non hanno limiti, e non c'è altro mezzo che seguirli con l'aiuto della scienza e delta tecnologia?! Il famoso professor Hawking disse alla televisione: «Ognuno di noi deve fare del proprio meglio nella situazione in cui si trova». Questa sì, che è una frase utile. Forse queste parole risulteranno poco convincenti, dette da uno che rappresenta un mondo postbellico attraverso i fumetti. Ma io ho fiducia nella coscienza di coloro che smettono di usare il gas freon sentendo la notizia della distruzione dell'ozono o in chi si reca perfino all'estero per rimboscare le zone distrutte dal disboscamento, oppure in chi da' il suo contributo in beni materiali per aiutare a sconfiggere la fame nel mondo. Non riesco a negare il tipico modo di pensare: «Tanto il mondo si estinguerà, quindi è meglio divertirsi finché si può, qualunque fine ci aspetti», ma, comunque sia, lo detesto. Vorrei credere anche allo sviluppo all'infinito della tecnologia. Naturalmente ciò potrebbe essere una speranza vana, e allo stesso tempo molto pericolosa, ma sarebbe una tragedia non avere più nemmeno questa. E' sì importante difendersi da se stessi e trovare una strada da prendere, ma avere solo questi scopi nella vita è un pò triste. Vorrei vivere in una società nella quale si possa anche sognare. Niente è più terribile di un mondo senza futuro. Questo potrà pur sempre essere un futuro visto da un mondo dominato dagli uomini, per cui potrebbe anche avere dei lati poco importanti, ma si tratta del problema più importante dell'universo.
Masamune Shirow