L'
atto di nascita della nostra Sezione risale al 5 febbraio 1888, quando
Angelo Parea fondò la "Associazione Generale di Mutuo Soccorso
e Fratellanza fra RR. Carabinieri e Pensionati".
Era il segno dei tempi. I militari, come già
altri lavoratori, scoprivano l' importanza della solidarietà di
corpo e da quelle esperienze di fine ottocento sono poi sorte imprese
di fiorente attività, associazioni sindacali, di categoria, e d'
arma. Non è un caso che anche in questo campo i Carabinieri abbiano
saputo precorrere i tempi fondando a Torino in via Botero 1, quell' associazione
che ormai ha compiuto più di cent' anni!
Con l' abrogazione del divieto di associazione -
sancito dallo Statuto Albertino nel 1848 - si ebbe un impulso all' attività
mutualistica, poi ancora incrementato nel 1885 dal riconoscimento giuridico
concesso alle associazioni: da Torino e dal Piemonte il movimento mutualistico
si diffuse in tutta Italia. Cosi' accanto a quella prima "Associazione"
nacquero la Società del Mutuo Soccorso "Unione" fra ex Carabinieri
reali (1889), la società "Bergia" ed ancora altre associazioni
tra militari, come la Società di Mutuo Soccorso fra militari alpini
in congedo, sorta nel 1892.
Quelle società avevano uno scopo preciso:
la volontà dei soci di ritrovarsi, di incontrarsi, di aiutarsi
reciprocamente. Oggi, nel giorno che celebra la nascita dei Carabinieri
avvenuta a Torino nel 1814, possiamo dire che quei valori sono rimasti
intatti. Certo le ragioni del nostro ritrovarci non sono più
segnate dall' urgenza assistenziale, ma la forza di quelle nobili radici
ci permette di non fermarci e di pensare al domani.
A tuttoggi, in cambio del versamento della
quota associativa non siamo in grado di offrire quella mutualità
che oltre cento anni fa fece nascere questi sodalizi. Oggi ci pensano
- o dovrebbero - altri enti, mentre allora la nostra "Associazione" dava
al socio malato un sussidio giornaliero per la durata di alcuni mesi.
Ma neanche allora soltanto l' interesse materiale spingeva i Carabinieri
verso la nostra Associazione: lo scopo principale rimaneva "tener alto
il prestigio del corpo", pur restando estranei ad ogni attività
politica.
L' "Associazione Generale dei RR. Carabinieri in
congedo e pensionati" era il più importante sodalizio torinese:
al 31 dicembre 1894 contava 345 soci, contro i 160 dell' "Unione", i 180
dell' Associazione Generale fra ex Bersaglieri ed i 96 della Società
fra Alpini in Congedo. In quello stesso anno gli aderenti in Italia alle
associazioni tra ex militari e reduci furono calcolati in 55 mila, divisi
in 410 associazioni.
Dopo la reggenza del fondatore, diedero il loro
contributo diversi presidenti "pionieri": ricordiamo Carlo Crippa, Paolo
Piglione, Giacomo Cuccetto e ancora Raniero Ranieri, sotto la cui guida
nel 1919 avvenne l' unificazione con la società Bergia.
Quell' esigenza di maggiore unità stava maturando
anche a livello nazionale, come avvenne in altre associazioni di categoria.
Cosi' il 21 e 22 novembre 1925 si tenne a Roma il primo convegno nazionale
dei carabinieri pensionati con la partecipazione di oltre diecimila militari
in congedo. L' anno dopo iniziava l' attività della "Federazione
Nazionale del Carabiniere Reale" e l' Associazione torinese, sotto la
presidenza di Annibale Gardini, diventava una sezione locale della Federazione
nazionale.
Da quel momento si può dire che la Sezione
di Torino, presieduta nella nuova sede di via del Carmine dal Colonnello
Erinno di Aichelburg, abbia seguito le sorti del sodalizio nazionale che
nel '38 venne trasformato in Legione Carabinieri Reali
d' Italia, mentre nel dopoguerra l' opera intelligente
ed appassionata di Presidenti come l' avv. Franco Agostini, il colonnello
Carlo Gario ed il generale Luigi Scognamiglio riorganizzò tutta
l' attività per rilanciarla su nuove basi.
L' ultima trasformazione si ebbe nel luglio 1956,
quando venne riassunto il vecchio nome di Associazione Nazionale Carabinieri.
"La devozione alla Patria, lo spirito di Corpo,
il culto delle gloriose tradizioni dell' Arma e la memoria dei suoi eroi
caduti" sono i sentimenti che ci raccomanda di tener desti il nostro Statuto
e che sono vivi nelle ultime generazioni che si sono avvicinate all' Associazione,
cosi' come nei cuori dei soci più anziani.
Con questi sentimenti ci raccogliamo tutti intorno
alla nostra bandiera che ci viene consegnata da Donna Allegra Agnelli
e siamo consapevoli di poter trovare nella nostra storia centenaria le
ragioni più profonde per proseguire nel nostro impegno.
l' ex Presidente di Sezione - Ten. Antonio Maria MAROCCO
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